Utilizzare una logica bootstrap, ovvero partire con le risorse di cui si dispone, è il modo in cui nascono la maggior parte delle piccole imprese in Italia (anche la mia impresa è nata così, e vi assicuro che per sopravvivere abbiamo faticato e molto).

E’ concettualmente sbagliato partire da quello che si ha, senza essere consapevoli di quello di cui ci sarebbe effettivamente bisogno, sia in termini economici che in termini di competenze e organizzazione. Se si vuole partire e si hanno risorse limitate, ricavate dai propri risparmi e quelli di qualche amico o parente per iniziare, consigliamo di destinarle ad attività di marketing e comunicazione invece che utilizzarle solo per realizzare la piattaforma.

Proprio per questa ragione il 90% delle attività di e-commerce chiude entro il primo anno dallo start-up (dati della camera di commercio).

Il modo corretto di procedere è fare uno studio e un’analisi approfondita, redigere un progetto e formalizzare un business plan:

  • Ricerca di mercato
    • Settore
    • Utenti
      • Bisogni e motivazioni all’acquisto
    • Analisi della concorrenza
    • Trend di mercato
  • Pianificare investimenti e risorse
    • Piattaforma e ERP (e integrazione)
    • Risorse umane (figure professionali da coinvolgere)
    • Advertising e comunicazione (quali strategie e canali utilizzare e che budget in funzione della domanda e della concorrenza)
    • Logistica e magazzino
  • Definire obiettivi di fatturato
    • Analizzare le marginalità del prodotto
    • individuare il fatturato necessario per ottenere il break even (in base allo scontrino medio e alle marginalità che si ottengono da ciascuna vendita)
    • Definire il volume di vendita giornaliero, mensile e annuale necessario per recuperare gli investimenti pianificati e per assicurare un flusso di cassa positivo

Questi dati ci consentono di capire quante risorse sono necessarie il primo anno per partire e nei i due anni successivi per sostenere il business.

Sapere quanti soldi occorrono, avere un progetto e poterlo raccontare con dati e numeri che hanno un senso, può aiutare a reperire e ottenere dei prestiti o coinvolgere investitori.

Iscriviti e vieni all’evento del 27  giugno a Foggia in Camera di Commercio e riceverai la breve guida sull’e-commerce di “Strategie di Comunicazione”

L’obiettivo che l’imprenditore si pone quando decide di realizzare un sito di e-commerce è quello di attirare i clienti potenzialmente interessati ai prodotti e ai servizi che offre.

Il pensiero dominante e motivante che si aggira nella testa dell’imprenditore è quello di aumentare il numero di contatti e di vendite potendo raggiungere un numero di utenti molto più ampio di quello che normalmente si può intercettare attraverso le tradizionali attività di vendita e di marketing.

Spinti da questa motivazione il passaggio mentale immediato e naturale che l’imprenditore fa è quello di decidere di realizzare una piattaforma in cui riprodurre la proposta di vendita che caratterizza il business dell’azienda, replicando il magazzino e lo scaffale che già propone nel punto vendita, per poi accorgersi che questa scelta non porta immediatamente a risultati degni di rilievo. Può accadere infatti che o non ci sono vendite di rilievo o anche se ci sono vendite, si va a cannibalizzare gli altri canali di vendita o si riducono i margini di guadagno per cercare di essere più competitivi. Senza la consapevolezza degli obiettivi e delle scelte da fare per raggiungere questi obiettivi qualsiasi investimento non garantisce alcun risultato. E’ come pretendere di aprire un negozio in quartiere periferico di una grossa città e pensare che dal giorno successivo all’apertura tutti sanno che noi esistiamo e tutti vogliono acquistare i nostri prodotti. Se i nostri prodotti sono gli stessi offerti da una qualsiasi altro negozio nessuno si scomoderà per venirci a trovare o si accorgerà di noi, se invece abbiamo qualcosa di unico e di utile per l’acquirente questi potrebbe scomodarsi e venirci a cercare a patto che in qualche modo noi facciamo delle attività per suscitare la sua attenzione o che qualcuno gli segnali la nostra presenza.

L’obiettivo di questo intervento è quello di spingere i lettori ad una riflessione per individuare ed esplicitare le attività e le analisi che, secondo noi, vanno fatte prima di decidere se investire in un portale di e-commerce.

Vi suggeriamo un po’ di ragionamenti e analisi che devono essere fatti.

Dobbiamo riflettere innanzitutto sulla presenza di un mercato rispetto a quello che abbiamo da offrire e sulle caratteristiche di tale mercato. C’è domanda e quanta domanda c’è, chi soddisfa attualmente questa domanda, quanto è forte la competizione, chi sono i competitor e che forza hanno. Dobbiamo individuare la nostra proposta di valore (value proposition) vincente rispetto al settore in cui andiamo a competere, i nostri punti di forza e di debolezza e le marginalità che riusciamo ad ottenere.  E’ importante conoscere e definire i profili dei potenziali consumatori e i loro comportamenti di acquisto. Qual è il processo di acquisto e cosa influenza la loro decisione d’acquisto.

Dopo aver deciso di investire e aver individuato gli obiettivi da raggiungere occorre soffermarsi sui requisiti tecnici e funzionali che deve possedere la piattaforma per supportare in modo efficace le attività di marketing e vendita on line.

Allo stesso tempo si deve ragionare sugli aspetti organizzativi. Quali persone devono essere dedicate al business on line e che tipo di competenza devono avere.

Quali e quante attività di advertising devono essere messe in campo per raggiungere e attirare l’attenzione dei potenziali consumatori.

Raccolte le informazioni sulla competitività de settore, analizzata la proposta di valore e i potenziali utenti, prima di decidere se investire dobbiamo mettere insieme un po’ di informazioni e numeri e fare un po’ di conti:

  • Costi della piattaforma, sia per la fase di implementazione che gestione;
  • Costi delle risorse umane, tutti coloro che operano nell’unità di business on line;
  • Costi delle attività di advertising on e off line: attività seo, attività di advertising, attività social, attività di copy e foto shooting, creazione di video;
  • Costi di stoccaggio e logistica;
  • Costi di gestione del post vendita: eventuali resi e cambio merce.

Acquisiti questi dati, conoscendo le marginalità del prodotto, siamo in grado di definire gli sforzi da fare per raggiungere il numero di vendite (e di fatturato) necessario a ottenere il punto di pareggio. Stimando uno scontrino medio, un tasso di riacquisto medio, sappiamo quanti scontrini dobbiamo emettere e quanti utenti/clienti dobbiamo avere giornalmente, mensilmente e annualmente per raggiungere gli obiettivi di fatturato che ci siamo dati per sostenere gli investimenti da fare.  E viceversa rispetto al fatturato da raggiungere sappiamo tutte le attività e le risorse da mettere in campo.

Questo ci consente di misurare gli scostamenti e quindi di capire cosa sbagliamo o viceversa dove si presentano situazioni virtuose da cavalcare.

Prossimi articoli andremo ad esaminare nel dettaglio come redigere un business plan e come ragionare sulla proposta di valore.

Analizzeremo le valutazioni da fare nella scelta della piattaforma più idonea da utilizzare e sugli strumenti di marketing automation che ci possono aiutare ad automatizzare e migliorare le conversioni rispetto agli utenti del portale.

Approfondiremo i temi relativi alla promozione e alle possibili attività di advertising on line. Quali strategie scegliere in funzione del settore del prodotto, degli obiettivi e delle risorse disponibili.

Tratteremo nello specifico le attività per migliorare la conversione di un sito di e-commerce e quali indicatori di performance definire e monitorare per monitorare l’andamento del progetto nel breve, medio e lungo termine.